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SAPERE E PREVENIRE
Le patologie
Il glossario

 

Malattie metaboliche

Negli ultimi cinquant’anni, nel nostro Paese, si sono verificati profondi mutamenti nello stile di vita e nell’alimentazione.

In particolare, la trasformazione dell’economia da prevalentemente agricola a industriale ha comportato una modifica del tipo e dei ritmi di lavoro e una maggiore disponibilità economica.

Di conseguenza sono mutate le abitudini alimentari, sia per la varietà e la quantità di cibo disponibile, sia per la carenza di un piano articolato di educazione e di informazione nutrizionale che rappresenta il cardine della prevenzione.

Tutto ciò ha permesso il diffondersi di proposte e di mode alimentari per lo più motivate da fini esclusivamente commerciali (fast-food, paninoteche etc.) e dal desiderio di alimentarsi in fretta.

Se si analizza l’evoluzione dei consumi alimentari in Italia, partendo dagli anni “cinquanta”, si osserva un rapido passaggio da un tipo di dieta povera, basata su alimenti tipici dell’area mediterranea (cereali, pesce, verdure, legumi, frutta e olio d’oliva quale condimento) a una dieta ricca in proteine e grassi di origine animale, in zuccheri semplici.

La possibilità di alimentarsi con una maggiore varietà e abbondanza di cibi, se da un lato ha prodotto un decisivo miglioramento dello stato di nutrizione soprattutto nell’età evolutiva (i nostri giovani risultano più alti e più robusti) dall’altro, invece ha accresciuto il rischio di comparsa di malattie metabolico-degenerative ad andamento cronico, quali l’obesità, il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa, la cardiopatia coronarica, l’aterosclerosi.

Da anni l’Unità Operativa di Dietologia e Nutrizione Clinica è impegnata nella prevenzione nutrizionale delle malattie metaboliche.

Le misure dietetiche di prevenzione delle malattie legate a squilibri metabolici hanno come obiettivo l’acquisizione di corrette abitudini alimentari, che conducono al recupero delle tradizioni dell’area mediterranea.

Ne scaturisce un modello di nutrizione, la cosidetta “Alimentazione prudente”, che può essere seguita da tutta la famiglia, a prescindere dalla presenza di fattori di rischio metabolico.

L’alimentazione prudente si basa essenzialmente sull’apporto di cereali (pane, pasta, riso) anche integrali, di pesce (fresco o surgelato), di carni alternative (coniglio, pollo, suino, tacchino), di abbondanti quantitativi di verdure, di una ripresa dei consumi di legumi (fagioli, ceci, piselli, fave, lenticchie), di un buon apporto di frutta e dell’uso preferenziale dell’olio di oliva quale condimento.

Una moderazione nell’apporto di sale (4-5 g/die) e di alcool (due bicchieri di vino o birra al giorno) completano il quadro.

Gli obiettivi dell’alimentazione prudente si possono così sintetizzare:
diminuzione dell’apporto calorico giornaliero per raggiungere e mantenere un peso corporeo desiderabile;
riduzione dell’assunzione di grassi saturi, in gran parte sostituiti da grassi monoinsaturi (olio di oliva) e grassi polinsaturi (olii di semi);
Aumento dell’apporto di vegetali (verdura e frutta)

Questo modello di alimentazione prudente è stato consigliato nelle ricerche in alcune scuole di Milano (1.100 giovani indagati) negli allievi della Scuola di ballo del Teatro La Scala di Milano ed in altri incontri con le famiglie, con gli insegnanti e con le Associazioni (Rotary, Lions etc.).

La nostra U.O. è disponibile per tutti coloro che intendono prevenire la comparsa di malattie metaboliche quali l’obesità, il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa, le dislipidemie e le malattie cardiovascolari.

La Dietologia presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano

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